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Comune di San Germano Chisone
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Sentieri
Percorso Verde Acqua

PERCORSO VERDE ACQUA

Luogo di partenza: partendo dal Parco Comunale Villa Widemann di San Germano Chisone, il sentiero si snoda lungo la destra orografica dell’asta del Chisone e terreni limitrofi.
Luogo di arrivo: vicinanze del ponte di  Villar Perosa, con ritorno tra prati e il centro del paese, fino a rientrare nel Parco comunale.

Il percorso è quasi interamente pianeggiante e di facile percorribilità, adatto anche ai bambini

Quota di partenza e di arrivo:486 m
Tempo di percorrenza a piedi: circa 2 ore.

Descrizione: dal Parco Comunale Villa Widemann ha inizio il percorso storico-naturalistico VerdeAcqua, che si snoda lungo la destra orografica dell'asta del Chisone e terreni limitrofi, fino a raggiungere il bacino di Villar Perosa, ed evidenzia buone condizioni di naturalità.

Il territorio comprende infatti un ecosistema formato da prati pianeggianti e da un bosco planiziale e ripario di fondovalle che presenta aspetti di indubbio valore paesaggistico e vegetazionale ed è un'oasi di rifugio per una considerevole avifauna di passo e stanziale, tra cui segnaliamo l'airone cenerino e il germano reale. Questo habitat è inoltre in grado di ospitare una notevole varietà di specie diversificata nel corso dell'anno: accanto a quelle acquatiche di pianura, se ne trovano altre più schiettamente alpine. Molte sono le tematiche di osservazione presenti in quest'area: dalla flora alla fauna, dalla geografia alla geologia, dall'agricoltura agli insediamenti antropologici. Il percorso si snoda infatti in un ambiente naturale di grande interesse, in cui la presenza dell'uomo ha lasciato profonde tracce, che offrono spunti stimolanti di osservazione: basti citare l'organizzazione dei campi, i sistemi di prelievo e di utilizzazione delle acque.

L'esiguità dell'area non antropizzata in cui è inserito il percorso, la vicinanza di insediamenti urbani anche consistenti, la presenza di attività lavorative continuate incidono soprattutto sulle possibilità di insediamento stabile  di mammiferi di mediao grossa taglia: fanno eccezione un piccolissimo numero di caprioli e,naturalmente, i cinghiali. Sono sicuramente presenti, invece, considerando anche areali limitrofi, lo scoiattolo,la lepre comune, la minilepre,il ghiro,la talpa,la volpe, probabilmente il tasso ealcuni mustelidi come la faina,nonché numerosi micromammiferi.

La ben nota timidezza della maggior parte di queste specie rende peraltro assai difficile un incontro diretto; tuttavia l'osservazione delle tracce da esse lasciate che ne dimostrano la presenza e ne indicano le attività, risulta di grande interesse. Lungo il sentiero o nelle immediate vicinanze è spesso possibile osservare impronte sul terreno umido, resti dell'alimentazione, escrementi, resti del mantello pilifero, la cui interpretazione può fornire indicazioni importanti sulla fauna mammologica.

Usciti dal Parco, dal cancello che attraverso via École des filles conduce in piazza XX Settembre, si imbocca a destra Via Molino e si scende fino a raggiungere gli ampi pascoli pianeggianti situati sulla destra orografica dell’asta del Chisone. Sopraggiunti al bivio (andata-ritorno) si incontra il primo di una serie di pannelli esplicativi che illustrano la morfologia, la geologia e la idrologia del territorio.

Si prosegue verso il percorso di andata raggiungendo una pineta con area attrezzata, seguendo la strada sterrata dove un altro cartello illustra  l’avifauna di questo ecosistema formato da un bosco planiziale e ripario di fondovalle.

Oltrepassata l’area attrezzata, si svolta a sinistra e si avanza per il percorso che ora è diventato un vero e  proprio sentiero. Usciti dal  bosco, ci si trova dinnanzi al corso del Chisone, che qui si ricongiunge dopo la biforcazione che ha compiuto lasciando spazio ad un piccolo isolotto. Un pannello esplicativo illustra l’ecosistema acquatico e il bosco ripario.
 
Ora il percorso continua, si segue la direzione del cartello (andata) verso l’ultimo punto che si avvicina al ponte che porta a Villar Perosa, dove un cartellone illustra i prodotti locali di ieri e di oggi.

E’ quindi possibile ritornare indietro verso l’area attrezzata seguendo il cartello di ritorno, attraversare i pascoli, in fondo ai quali il percorso  si ricongiunge con la carrozzabile in prossimità del primo pannello esplicativo che avevamo incontrato in precedenza.

La passeggiata prosegue verso Via Molino: si deve svoltare a destra ritornando verso il centro abitato passando in località Volavilla. Dalla strada asfaltata in salita che conduce verso il paese si ha una visione panoramica dei resti di un’abetaia fatta impiantare negli anni '950 dal proprietario del cotonificio, Vittorio Widemann; già ben sviluppata, buona parte degli abeti sono stati di recente distrutti da venti ciclonici e dall’attacco del coleottero parassita Ips typographus che si sviluppa sotto la loro corteccia. In questa zona si possono anche osservare dei lavorati allungati di roccia a ciascuno dei quali è fissato un paletto di legno. Questi blocchi sono stati realizzati dai contadini del posto, con lo scopo di sorreggere le recinzioni dei prati. I blocchi di pietra sono conficcati nel terreno e tengono sollevati i paletti in modo che non s’impregnino dell'acqua del terreno. Si raggiunge quindi la piazzetta centrale del paese con fontana (p.za XX Settembre), si percorre un breve tratto della via principale e, dopo il Tempio valdese, si gira  a sinistra in via Scuole e si ritorna nel Parco comunale.

Quota di partenza e di arrivo: 486 m 
Tempo di percorrenza a piedi: 2 ore circa

  • Alla biforcazione precedente sulla destra il Chisone e nei pressi dell’isolone, si può anche prendere il viottolo a destra che sale in borgata Savoia. Pochi minuti e si sbuca nella SR 166 che congiunge San Germano a Inverso Pinasca. Si gira a destra dopo l’abitato e si imbocca la via in salita che conduce alla borgata Marchisa. Il percorso è leggermente in salita, ma offre scorci panoramici interessanti su Villar Perosa e sullo stesso fondovalle lasciatoci alle spalle. Finita la strada asfaltata un piccolo tratto di sterrato in salita ci porta alla strada comunale verso la borgata Sagna. Ora si scende in poco meno di una mezz’ora fino nel concentrico.
  • Il percorso completo richiede circa due ore, ma a metà circa di esso, come si è detto,  si può scegliere un ritorno più rapido attraverso via Molino.
  • Il percorso dispone di pacchetti didattici per le scuole (infanzia, elementari e medie), che vengono gestiti in collaborazione con il personale  di Scopriminiera.
 



Sentiero Bianco

SENTIERO BIANCO

Il secondo percorso che  parte dal Parco, il “Sentiero Bianco“, si collega per alcuni tratti al precedente percorso VerdeAcqua, ma focalizza l’attenzione sugli aspetti legati alla canalizzazione del Chisone e alla connessa produzione di energia elettrica.                    

Lungo l'itinerario si possono osservare  diversi cartelli punti tappa, a ciascuno dei quali corrispondono elementi caratteristici dell'ambiente naturale  oppure  tracce dell'attività antropica.

Il percorso ha inizio sul retro dell’edificio comunale, vicino al cartellone illustrativo del Parco. Seguendo sulla destra la freccia indicatrice si incontra un cartellone relativo al convitto-asilo per le operaie del cotonificio Widemann. Proseguendo ad anello lungo il perimetro del Parco, in fondo al grande prato, un totem  a pianta triangolare illustra alcuni aspetti dell’attività del cotonificio e la  storia della famiglia Widemann che l’ha fondato e gestito dal 1894 al 1966. Continuando il percorso ad anello si incontra quindi un cartellone relativo alla canalizzazione del torrente Chisone  e ai canali irrigui. Da questa postazione si può anche osservare, sulla destra idrografica della valle, un versante terrazzato che in passato era impiegato per la coltivazione della vite. Sul medesimo versante si nota la particolare disposizione delle abitazioni, orientate in direzione Est-Ovest, in maniera tale da captare la maggior quantità possibile di radiazione solare. Si lascia quindi il Parco,  si percorre la ViaÉcole des filles, un tratto di via Molino e poi al fondo della strada con lastroni in pietra  che un tempo servivano per il trasporto della grafite verso il mulino sottostante, si volta a destra verso la stradina comunale Broua Rolando che si percorre in discesa sino ad un ponticello su un canale di derivazione.  Quivi un cartellone illustra “Il canale Widemann”.  Svoltando subito a destra, dopo aver oltrepassato un ponticello, e dopo un breve tratto di strada che conduce  ai vicini edifici, si arriva a un nuovo cartellone che illustra la  storia e le funzioni di alcune tipiche  "case operaie" d’inizio secolo, legate, un tempo, all'attività del vicino cotonificio Widemann. Sulla sinistra si vede il termine del canale che adduceva acqua allo stabilimento, per  alimentarne la centrale idroelettrica.

Ritornati verso il ponticello si prosegue diritto lungo la stradina in discesa che costeggia le case operaie.

Proseguendo si incontra un metanodotto,  e quindi proseguendo si arriva alla biforcazione dei due sentieri (VerdeAcqua e Sentiero Bianco), a destra si ricongiunge al primo,  salendo a sinistra si prosegue il secondo sentiero: si possono osservare delle vecchie paratoie e poco oltre  un vecchio frantuma pietre costruito negli anni ’940 per la frantumazione delle grandi pietre trasportate dal Chisone, al fine di ottenerne materiale di dimensioni più piccole (pietrisco), da utilizzarsi per lavori stradali o come materiale da costruzione.

Poco oltre si incontra un complesso di paratoie costruite per regolare l’afflusso dell'acqua del Chisone al  canale diretto alla centrale elettrica; esse potevano essere manovrate tramite un meccanismo a cremagliera mosso da motori elettrici. Lungo questo tratto di percorso  si possono osservare nelle diverse stagioni numerosissimi invertebrati, soprattutto anellidi (lombrichi), aracnidi (ragni), insetti coleotteri (cetonie, coccinelle), lepidotteri (grandi e piccole farfalle) ed imenotteri (api, vespe e bombi), molluschi gasteropodi (lumache e limacce), tutti testimoni della ricchezza di specie ancora presenti nei diversi microambienti naturali.

Da un ponticello con paratoie è possibile raggiungere l’area attrezzata  del percorso Verde Acqua attraverso un sentiero in mezzo ai prati.

Quota di partenza e di arrivo :486 m
Quota di arrivo : 445 m
Tempo di percorrenza a piedi: 1 ora circa



Il Giardino Alpino Rostania

IL GIARDINO ALPINO ROSTANIA

Il Giardino sorge al limite di un bosco di faggio, su un terreno declive della superficie di 4000 m2 circa, e si affaccia sulla bassa Valle e la pianura Padana. Ebbe origine come giardino alpino nel 1901 in memoria dell’illustre botanico e medico di San Germano, Edoardo Rostan,  e fondatore della Società Vaudoise de recherches historiques, litteraires et scientifiques (l’attuale Società di Studi Valdesi). Fu inaugurato nel 1901 e conobbe un periodo felice durante il quale vennero messe a dimora varie specie erbacee, esemplari di abete bianco, faggio, pino silvestre, maggiociondolo, abete rosso, pioppo tremulo, ciliegi e sorbo degli uccellatori. Venne mantenuto in attività fino alla vigilia del secondo conflitto mondiale e fu anche rifugio di nuclei di partigiani. Nel 1966 iniziò l'opera di ricostruzione da parte di un gruppo giovanile locale, che costituì l’Associazione Amici della Rostania. Nel 1986, dopo un lavoro di diradamento degli alberi d'alto fusto, sono stati messi a dimora oltre 3000 esemplari appartenenti a circa 80 specie. Il Giardino un tempo era un'importante vetrina botanica, oggi è un luogo di ritrovo per la gioventù, soprattutto in estate.

Luogo di partenza in auto: partendo da San Germano Chisone, salire verso Pramollo e in Borgata Rue, svoltare a sinistra per il colle della Vaccera. Seguire le indicazioni per Pragiassaut e Rostania.

Luogo di arrivo: una volta arrivati in Località Pragiassaut, si parcheggia l’automobile e si prosegue a piedi verso il Giardino Alpino Rostania, posto di fronte.

E’ possibile anche  raggiungere il Giardino quasi interamente a piedi partendo dal S. Germano: recarsi alla borgata Campasso, poseguire verso la Peira Éicrita  quindi seguire a piedi  una mulattiera che giunge alla borgata Benna, e di lì proseguire per il sentiero indicato. Il percorso è stimato in 5 ore.
 



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